Outsider News e CinemadaMare produrranno una mini serie sull’intelligenza artificiale. Luigi De Falco: “Sarà uno sguardo sul futuro”

Outsider News e CinemadaMare, il festival internazionale di cortometraggi guidato dal giornalista Franco Rina, produrranno congiuntamente una mini serie in sei puntate sull’intelligenza artificiale.

L’obiettivo del progetto è descrivere l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla vita di tutti i giorni e sul lavoro. Uno sguardo che parte da oggi e arriva al 2040, un orizzonte temporale lungo per andare in profondità di una rivoluzione che sta già producendo degli effetti visibili sul mercato del lavoro.

In ogni puntata verrà affrontata una case history reale, dall’avvocato sostituito da un computer al medico di base, dall’operaio al creativo passando per il manager di una multinazionale. Un focus sulle professioni intellettuali, che, a torto, si sentono meno minacciate dall’avanzata dei sistemi di intelligenza artificiale e sulla vita reale, che in parte è già stata stravolta dall’uso sempre più intensivo degli algoritmi, ma che ha davanti a sé un futuro di rischi e opportunità.

Sul dualismo tra rischi e opportunità si muove il filo conduttore della web series che sarà visibile sui canali TV di Outsider News, H2biz e nelle manifestazioni di CinemadaMare entro la fine del 2018.

Luigi De Falco (Presidente H2biz e fondatore di Outsider News) finanzia il progetto insieme ad un gruppo di partner internazionali, Daniela Russo (Amm. Delegato di Outsider News) gestirà l’operatività sul mercato, Elena BriataStefano Bucello, coordinati da Franco Rina, cureranno sceneggiatura, regia e tutte le attività cinematografiche.

Luigi De Falco: “L’idea, nata da una chiacchierata con Franco Rina, è quella di fornire uno sguardo sul nostro futuro prossimo. L’intelligenza artificiale sta già rivoluzionando le nostre vite e lo farà sempre di più nei prossimi anni. Non sarà una serie concentrata solo sugli aspetti negativi, ma cercherà di far emergere anche le opportunità che questa rivoluzione ci offrirà. Gli sceneggiatori hanno posto il focus sulle professioni intellettuali, che sono quelle meno preparate a gestire il cambiamento, forse perchè si credono immuni e insostituibili. Questo non è vero, negli Stati Uniti hanno già sviluppato dei sistemi integrati di intelligenza artificiale in grado di sostituire, poi scopriremo se bene o male, i medici di base, gli avvocati e persino i manager operativi di alcune multinazionali. Vogliamo andare nel profondo anche della vita di tutti i giorni per capire cosa cambierà e come dobbiamo prepararci per non farci trovare impreparati. Mi piace pensare che la serie riuscirà a fornire degli strumenti di interpretazione della realtà ai giovani che si affacciano alla vita e al mercato del lavoro in un mondo molto diverso da quello che abbiamo conosciuto noi”.

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