Nudi al Museo, quando l’arte rompe tutti i tabù

Le vie dell’inclusività  sono davvero infinite, e grazie al cielo sarebbe il caso di aggiungere. Il mondo contemporaneo è infinitamente più aperto di quello passato, fatto di barriere e steccati.

Oggi a diverse minoranze – non tutte, perché il progresso vero è sempre in divenire – è offerta la possibilità di esprimersi in maniera libera, davanti a tutti. Dalle modelle burrose in passerella e in pubblicità a Sinéad Burke, l’attivista affetta da nanismo che combatte nel nome di tutte le disabilità, finita sulla copertina della print edition di The Business of Fashion, vera bibbia del settore, c’è ampio territorio di manovra per quanti un tempo avevano scarse occasioni di visibilità.

Hanno conquistato la ribalta anche alcune minoranze del gusto, o della filosofia di vita. I naturisti, ad esempio, ossia coloro che predicano, stando alla definizione dell’International Naturist Federation presentata al quattordicesimo congresso naturista mondiale nel 1974 “un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente”.

Ebbene, ai naturisti adesso è permesso di andare al museo in costume adamitico, e di farlo in assoluta libertà. Il Palais de Tokyo, istituzione culturale tra le più vive, radicali e innovative di Parigi, che si conferma Ville Lumiere dal pensiero aperto e progressivo, ha infatti concesso orari speciali a quanti il nudismo lo voglio praticare non in spiaggia, ma tra pareti moderniste di cemento armato e opere d’arte concettuale.

La decisione, al di là di un bonario sensazionalismo, equivale al riconoscimento del fatto che i naturisti esistono, e che non sono nemmeno una minoranza sparuta: più di due milioni e mezzo di francesi praticano questo stile di vita. Insomma, cade l’ennesimo tabù. Gli Uffizi arriveranno a tanto? Difficile prevederlo.

Che ai non naturisti sorga il dubbio che tutto ciò sia l’ennesima provocazione artistica, o una performance, è parte del gioco. In tempi di fake news, in ogni caso, il nudo integrale, così crudo e diretto, è una sferzata invigorente di verità. O no?

Informazioni su Albertina Marzotto 68 Articoli
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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