Energia, come cambierà da oggi al 2040

L’universo energetico è inesorabilmente interconnesso. Da questa premessa è partita la presentazione di Fatih Birol, Executive Director della IEA, l’International Energy Agency, del World Energy Outlook 2017.

Parlando nel quartier generale di Eni a Roma, venerdì 1 dicembre, alla presenza dell’Amministratore delegato di Eni, Claudio Desclazi, e dei ministri del governo italiano Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Gian Luca Galletti (Ambiente), Birol ha esordito sottolineando come “Nessun paese è un’isola energetica a se stante, ed è influenzato da ciò che avviene in Africa, Cina, Stati Uniti. E così come sono correlati i paesi, lo sono le risorse energetiche, il cui sviluppo è spesso interdipendente”.

Entrando nel merito dell’Outlook, Birol ha sottolineato come il mondo dell’energia debba prepararsi, in prospettiva, ad affrontare quattro grandi sfide. “In primis – ha sottolineato Birol – gli Stati Uniti, che stanno diventando leader mondiale nella produzione di petrolio e gas, in termini di volumi. Una rivoluzione che la IEA per prima – ha rimarcato Birol – ha rilevato, quando ancora gli echi di questo cambiamento erano appena un bisbiglio. Il paese si prepara ad un cambio di rotta vertiginoso se pensiamo che nei prossimi 5 anni, secondo le nostre previsioni, l’80% della crescita globale del petrolio arriverà proprio da Washington”.

Energia solare e rinnovabili in pole position

Un’altra svota, da qui al 2040, sembra potersi profilare per quanto riguarda le rinnovabili e, in particolar modo, per l’energia solare. “Questa risorsa sta diventando sempre più economica anche a fronte della discesa dei costi di produzione e delle tecnologie ad essi legate – ha spiegato l’Executive Director di IEA – e stimiamo che il solare, insieme all’eolico e il gas, saranno le fonti energetiche che copriranno ben l’80% della crescita di domanda di energia nel mondo in futuro”. In questo quadro si inserisce anche il tema della sicurezza energetica. “Fino ad oggi questo concetto si coniugava quasi esclusivamente con quello di produzione petrolifera, ma oggi, proprio per l’avvento sempre più consolidato, delle energie rinnovabili, il mosaico diventa più complesso. Interpretare queste evoluzioni – ha chiarito Birol – può essere determinate per indirizzare gli investimenti, e chi sarà in grado di cogliere più velocemente questa tendenza potrà godere di una posizione maggiormente proficua sui mercati”.

L’avanzata della Cina e dell’India sullo scacchiere mondiale

Due Paesi stanno assumendo la guida in termini di domanda energetica: la Cina e l’India. Pechino sta letteralmente modificando i mercati energetici internazionali. Il carbone, che ha avuto un ruolo di assoluta preminenza negli anni scorsi, verrà gradualmente soppiantato da altre fonti energetiche così da contenere, in misura che si spera possa essere consistente, l’impatto sulle emissioni di gas serra che tanto pesano sulla salubrità ambientale nel Paese. “Un invito giunto direttamente dal presidente Xi Jinping – ha ricordato Birol – che nell’intervento tenuto nel corso del 19mo Congresso Nazionale del PCC ha sollecitati tutti i funzionari presenti ad adoperarsi affinchè i cieli della Cina tornino blu”. L’India sta assumendo sempre più un ruolo di primo piano sullo scenario energetico mondiale, a sostegno di una crescita economica che viaggia a ritmi serrati (7%), e cha sta mettendo in campo politiche molto stringenti affinchè, entro i prossimi anni, l’accesso all’energia elettrica possa essere esteso a una fetta di 500 milioni di indiani.

Accesso all’energia, un aiuto per oltre un miliardo di persone

Il mondo si elettrifica sempre di più. Secondo il WEO 2017 la produzione di energia elettrica aumenterà del 60% entro il 2040. Attualmente un miliardo e 100 milioni di persone non sono raggiunte dall’elettricità, soprattutto in India, Pakistan e Africa sub-sahariana. Se, come detto, in India si stanno ponendo in essere delle misure per colmare questo divario, molti problemi sussistono ancora soprattutto per l’Africa. In questo senso occorrerà, ha affermato Birol, assumere degli impegni precisi per far sì che tutti i Paesi contribuiscano a risolvere una condizione di scarso accesso all’energia elettriche in alcune regioni del mondo, affinchè si promuova nuovo sviluppo. Sul tema della lotta ai Cambiamenti Climatici, Birol ha ribadito come sia assolutamente fondamentale minimizzare gli effetti delle emissioni di CO2 ricorrendo sempre di più all’utilizzo del gas, che vede un massiccio sviluppo, in prospettiva, del GNL, e l’introduzione sempre maggiore di veicoli elettrici, anche pesanti, alimentati da energie rinnovabili. Sul tema della riduzione delle emissioni di metano, Birol ha plaudito agli accordi raggiunti recentemente, che coinvolgono anche le grandi compagnie energetiche mondiali.

Per Eni una trasformazione in corsa

Per l’Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, “davanti alla trasformazione che abbiamo davanti, che non è ciclica ma strutturale, non dobbiamo cambiare linea di prodotto ma trasformarlo”. “Siamo nella situazione di modificare in corsa un veicolo – ha spiegato Descalzi – e la strategia dei prossimi tre anni deve guardare al breve, brevissimo, medio e lungo termine”. “Si tratta di miliardi investiti in infrastrutture – ha precisato l’Ad – e il primo passo è trasformare la parte hard dell’upstream”. Descalzi ha inoltre ribadito come la strategia di sviluppo di Eni si muova sul versante del gas, che raggiunge quasi al 70% delle riserve della società. “Andremo a superare i 10 milioni di metri cubi all’interno del piano sul GNL. L’ultimo punto strategico per produrre energia sono le rinnovabili”, ha concluso Descalzi, soprattutto per l’Africa dove permane una scarsità di elettricità.

L’obiettivo della Sen in Italia, fuori dal carbone entro il 2025

Intervenendo alla presentazione, il ministro italiano per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha sottolineato come ogni processo di transizione consti di tempi piuttosto lunghi. “Per questo il nostro governo, anche attraverso la nuova Strategia energetica nazionale (SEN) ha stabilito obiettivi a breve, medio e lungo termine”. Un traguardo tra quelli più importanti, ha ricordato Calenda, è l’uscita dell’Italia del carbone entro il 2025.  “Sicuramente, una risorsa che noi consideriamo funzionale al processo di transizione è il gas – ha rimarcato Calenda – e per questo potrebbe risultare ragionevole considerare la realizzazione di un ulteriore impianto di rigassificazione”. La Sen, ha ricordato Calenda, è un piano che vedrà progressive revisioni in base all’evoluzione dello scenario internazionale, delle nuove tecnologie e delle esigenze del Paese. Per il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti “L’Italia è sicuramente tra i Paesi in Europa messi meglio nella battaglia contro i cambiamenti climatici, noi siamo virtuosi a livello globale”. “Non faremo fatica a cogliere gli obiettivi di Parigi – ha evidenziato Galletti – avendo già fatto molto”. Per il ministro l’ambiente è diventato driver di sviluppo economico del Paese. “Oggi il problema è come gestire la transizione, ci sono state esperienze molto positive in questi anni, stiamo mettendo in campo strategie che hanno obiettivi ambientali”.

Nicolo Sartori
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Nicolò Sartori è ricercatore presso l’Area Sicurezza e Difesa dell’Istituto Affari Internazionali di Roma. La sua attività si concentra in particolare sull’evoluzione delle tecnologie nel settore energetico. Attualmente, è candidato al Dottorato presso il Dipartimento di politica e relazioni internazionali dell’Università del Kent, Regno Unito. Ha lavorato inoltre come Consulente di Facoltà al NATO Defense College di Roma, dove ha svolto ricerche sul ruolo dell’Alleanza Atlantica nelle questioni di sicurezza energetica.

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