Banlieue chic: come vestirsi da poveracci e diventare ridicoli

A giudicare da quel che ci propinano gli scatti rubati per strada ai variopinti protagonisti del circo della moda – impossibile non notarli, in questo periodo di fashion week in giro per il mondo – lo stile del momento è la mancanza assoluta di ogni stile, l’accozzaglia di tutto e di più, la sovrapposizione impazzita di strati genere matrioska.

Altro che look studiati con grande cura davanti allo specchio calibrando colori e proporzioni fin nel minimo dettaglio.

La frontiera futura dell’eleganza è buttarsi nell’armadio, rotolarcisi dentro e uscirne vestiti. Nulla di più facile, ma anche di più difficile: l’effetto carnevale, o clochard, è sempre dietro l’angolo. Anzi, si materializza invariabilmente, e forse è proprio il risultato desiderato.

Non che in passerella vada meglio. L’effetto caos, esplosione del guardaroba o ambulante con tutta la mercanzia addosso è partito proprio da lì. La nuova tendenza generalista accomuna uomini e donne e diversi marchi, ma il grande untore che ha convinto tutti a seguirlo è Demna Gvasalia, leader del collettivo Vetements, che oggi come oggi rappresenta la vetta irraggiungibile del cool.

L’ultima sfilata di Vetements si è svolta a Parigi qualche giorno fa durante la fashion week della moda maschile, e ha rappresentato l’acme del fenomeno, ma forse anche il canto del cigno. Innanzitutto c’è stato lo show, ospitato in uno sgangherato mercatino delle pulci alla periferia estrema della città, già piena banlieue. Modelli e modelle vestiti di strati e strati di stracci d’ogni genere, di ogni taglia e di ogni colore, si muovevano tra i negozietti, sfrecciando a cento all’ora sui tacchi a spillo o sulle zeppe da rave come piacevano alle Spice Girls, in testa berretti e foulard, gli occhi nascosti dietro gli occhiali da sole cattivi. Look estremi, certamente, ma a ben guardare identici a quelli dei normali avventori di un mercato delle pulci in una zona così della metropoli.

Insomma il banlieue chic che impazza non è poi così sensazionale. Trasportato dalla periferia in boutique, il gioco appare cinico: vestirsi da poveracci spendendo grandi cifre è assai ridicolo. Meglio farlo con gli stracci veri. C’é più poesia. O no?

Informazioni su Albertina Marzotto 58 Articoli
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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