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Analisi sessuologica delle griffe

Lo stilista esercita un grande potere e lo sa. Quando è vincente, con le sue proposte riesce ad “imporre” alle donne come vestirsi sopra e sotto, come adornare il polso, il collo e il piede o quale fragranza scegliere. I creatori più intelligenti e colti arrivano ormai anche a suggerirti come arredare un’intera casa, e non soltanto la tavola.

La comunicazione pubblicitaria, poi, attribuisce alle griffe speciali valori simbolici che definiscono un’immagine e uno stile messaggeri di comportamenti attesi. E’ il cosiddetto life style che trova nel total look la sua apoteosi. Chi ne subisce – e sono ancora tante – passivamente il fascino entra a fra parte di ben definite tribù: le armaniane, le pradiane, le seguaci di Valentino, le femmine D&G, le laurenesi (si potrà dir così per le fedelissime del grande Ralph?), le Gucci addict. Ma fin dove penetra il lifestyle? E il lifestyle costruito dalle case di moda può a sua volta essere piegato a strumento di misura e classificazione dell’intimità di ciascuno?

Un’amica una volta confidò che il suo fidanzato le aveva detto, complimentandosi: “Hai una scopata armaniana”. Voleva sottolineare un atto d’amore gratificante perché essenziale ma sostanzioso, elegante e sicuro. Con quella battuta, la griffe, dopo aver fatto capolino in camera da letto, diventava chiave di interpretazione di uno degli atti più personali nelle confidenze tra amiche. L’allusione erotica, del resto, contrassegna quasi tutte le collezioni. E allora può essere interessante azzardare un’analisi sessuologia dello stilismo.

Prada, dunque. Lineare? E come no. Ma il segreto sta tutto nel riccio impertinente, ludico, cerebrale. Il contrasto tra minimalismo e massimalismo. L’idea di una cenerentola che diventa principessa, ma non perché si sposa.

Valentino? Suggerisce il pensiero di una donna magistralmente indecisa tra lussuria e bon ton per lasciare al maschio l’illusione di un ruolo.

Ralph Lauren? Dall’esibita rispettabilità wasp alla ginnastica su lenzuola nere: un porno soft. Dolce & Gabbana: sesso outdoor; un urlo su terrazze vista mare, peperoncino siculo, fichi d’India e banane, sempre in bilico tra la “chiagne e fotte” e la pantera del materasso.

Gucci: donna lussuosa, con l’opportunità del dominio per la signora, plurima al punto di mettere in scena intricati tableaux vivants, acciaio e cuoio per esercitarsi. Ma la leonessa è la donna Ferré che, con la sua aria regale e solare, può permettersi tutto senza essere mai discussa.

Infine, Cavalli, erotismo scatenato e scarmigliato, gitano, consumato rigorosamente sul pelo.

Ma sarà vero? That’s all folks.

About Albertina Marzotto (47 Articles)
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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