Moda, con la cofana i capelli tornano protagonisti

Altro che capelli wash and wear e messe in piega svelte svelte da maschiaccio in gonnella o aspirante Twiggy con la mini e gli hot pants: per essere davvero alla moda, da adesso in poi, ma non si sa bene per quanto, perché le voghe ultimamente turbinano ad una velocità folle, toccherà riprendere in mano lacche e pettini per cotonare come se non ci fosse un domani, portando ciuffi e ciocche a vette inenarrabili.

Al limite, per quante sono sprovviste della manualità necessaria, dimenticata nei decenni dei capelli da rockstar maledetta e donna in carriera, basterà assumere un parrucchiere di fiducia da portarsi sempre dietro, considerando anche il tempo necessario per raggiungere l’effetto desiderato. Visto che si vive freneticamente, ancora meglio sarà andar giù di parrucca, che si fa prima con soddisfazione doppia.

Qualunque sia la soluzione, non si sfugge: ritorna in grande auge la cofana mega, l’astronave ipertricotica planata con grazia sul capo per rimanerci, creando una immagine ad alto impatto, super drammatica e tremendamente glamourosa.

Era da tempo che le pettinature non erano così protagoniste sulle passerelle e negli editoriali patinati: gli ultimi anno hanno visto in effetti affermarsi una idea di bellezza fintamente naturale, quasi che le modelle fossero salite sul podio direttamente dalla strada.

Ora non più: si gioisce di nuovo nell’artificio più artificioso che c’è, pensando agli anni Sessanta di Alexandre de Paris, il maestro indiscusso della supercofana cementata da una quantità tale di lacca da mettere in serio pericolo l’equilibrio ecologico dell’ambiente. Ma vengono anche in mente gli anni Sessanta dell’inimitabile Diana Vreeland e del suo fantasmagorico Vogue America popolato delle varie Veruschka, Marisa Berenson, Benedetta Barzini con i capelli immensi e gli abiti di Pucci o di Rabanne.

La cofana era l’equivalente aerodinamico delle parrucche settecentesche: ugualmente eccessivo, ma con il profilo sinuoso di un jet supersonico. Oggi, come sulla passerella di Valentino, ci riporta alla mente immagini di un glamour lontano. Va portata con disincanto, evitando repliche nostalgiche. Teme l’umidità, sappiatelo.

Informazioni su Albertina Marzotto 77 Articoli
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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