Marella Agnelli, quella anti-icona diventata icona

marella agnelliHo coltivato il mio giardino, la sontuosa autobiografia di Marella Agnelli da poco uscita in libreria, oltre a far venire una gran nostalgia di un momento, ormai tramontato, in cui i ricchi e i famosi erano veramente chic, e l’eleganza pareva essere il frutto di una attitudine naturale, non un piano studiato a tavolino da publicist di dubbio gusto e diabolici esperti di comunicazione, è un libro ricco di spunti interessanti, un compendio di stile a tutto tondo.

Le case e i giardini sono proprio da favola, così come le immagini personali che raccontano di una vita che i più possono solo immaginare. In questa fabula avvincente, la moda ha un ruolo non secondario. Donna Marella, insuperata icona di stile, amata da fotografi come Richard Avedon, adorata da papesse come Diana Vreeland, vestita dai couturier che hanno fatto la storia come Cristobal Balenciaga, scrive a un certo punto “La moda è una forma di espressione ma anche uno scudo. Ci si presenta al mondo con un’immagine creata da un’altra persona ed è una sensazione piacevole“. Interessante riflessione, soprattutto se si considera che a proferirla non è una fashion victim, come tante se ne vedono oggi, pronte sempre a infilarsi da capo a piedi nei look all’ultimo grido, per scomparirvi del tutto, ma una donna di classe e di rango, che i vestiti più belli li ha indossati, amati, rispettati, ma sempre interpretati.

La differenza, in fondo è tutta qui, minima ma essenziale. Perché è certamente vero che quanto si indossa è frutto di pensiero e di lavoro altrui – quello di designer, couturier, stilisti – dunque uno scudo perfetto dietro il quale difendersi e magari scomparire, ma è anche vero che un abito è un oggetto inanimato, e c’è bisogno di grande personalità per renderlo vivo. Carattere che forse oggi hanno in poche, anche se la definizione di icona – peraltro irritante – se la accaparrano liberamente un po’ tutte, basta che riescano ad abbinare due bijou in modo bizzarro o che si sappiano dare di verso davanti all’obiettivo. Quel che mancano sono calma, gentilezza, garbo e moderata timidezza, qualità che Marella Agnelli ha sempre espresso a perfezione, e che forse sarebbe il caso di recuperare.

Informazioni su Albertina Marzotto 55 Articoli
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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