Italiani sempre più social, ma Governo e ministri sono ancora indietro

Italiani sempre più connessi e sempre più social. Oltre il 73% della popolazione risulta collegato ogni giorno sul web (43 milioni di persone), per una media di sei ore, due delle quali trascorse sui social. Sono 34 milioni gli utenti attivi sui social media.

I dati diffusi dalla ricerca “We Are Social 2018” ad inizio anno mostrano un trend in continua crescita anche per i prossimi mesi. Del resto, il 2017 si era attestato come un anno record per gli accessi al web, con un aumento di 4 milioni di utenti connessi ad Internet (+ 10% rispetto all’anno precedente) e una crescita di 3 milioni di utenti social media (+ 10% rispetto all’anno precedente). Un fenomeno a cui anche il mondo politico guarda sempre di più con estrema attenzione. Ma qual è il livello di penetrazione sui social dell’attuale governo Lega-M5S.

Salvini e Di Maio in testa su facebook

I due leader della Lega e del M5S sono, rispettivamente, al primo e al secondo posto nella classifica dei politici più apprezzati su Facebook. Matteo Salvini può contare su un patrimonio di 2.3 milioni di like, mentre Luigi Di Maio si attesta su 1.7 milioni. L’analisi “Comunicazione istituzionale e Social Network” di Lab Parlamento, in particolare, mostra un quadro chiaro della presenza sui social media di ciascun Ministero, compresa la Presidenza del Consiglio. Allo stesso tempo, è stata monitorata anche l’attività social dei ministri. “Un elemento essenziale dell’azione di governo nell’era digitale”, scrive Federica Fabiani per Lab Parlamento, “è quella di comunicare efficacemente le proprie decisioni. Il processo decisionale moderno non si conclude infatti soltanto con il passaggio di una legge in parlamento o il varo di un decreto, ma con il comunicare correttamente e nel modo più capillare possibile la messa in atto di determinate politiche pubbliche o iniziative”.

Scontro social su Aquarius

Ma i social diventano anche il territorio  di “scontro” tra le varie forze politiche in campo. Ne è un esempio la “battaglia” dialettica a colpi di tweet tra lo scrittore Roberto Saviano, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, a cui si sono aggiunti anche i post dell’ex presidente della Camera, Laura Bordrini e del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Il ministro Salvini e il ministro Toninelli si stanno comportando da banditi”, attacca Saviano sulla vicenda migranti. “Caro Roberto Saviano”, replica Toninelli, “i banditi sono coloro che hanno lucrato per anni sulla disperazione dei profughi, con la complicità di certa politica”. Mentre per la Boldrini, Savini è “disperato”. Chiude proprio il responsabile del Viminale con un tweet: “La Boldrini mi dà del “disperato” e Saviano del “bandito”…Orgoglioso di difendere la sicurezza degli italiani, a chi mi vuole male mando un sorriso e un bacione!”.

Il Miur è il ministero più social

Ma lasciando gli scontri dialettici dei singoli politici e tornando alla presenza sui social dei singoli Ministeri, l’indagine di Lab Parlamento evidenzia come sia il Miur il dicastero più social, con un’accelerata della presenza sulle principali piattaforme dal 2014. Da allora il Miur è presente su Facebook, Twitter, Instagram, Telegram, LinkedIn e YouTube. Mentre non è iscritto ad alcun social il nuovo ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. Una contraddizione che sarà colmata? Nessuna presenza sui social anche per il ministro dell’economia Giovanni Tria, per quello degli Affari Europei Paolo Savona e per quello dell’Ambiente Sergio Costa.

Le Istituzioni preferiscono Twitter

E’ il canale di comunicazione istituzionale più diffuso. Seguono YouTube, Facebook e Instagram. La ricerca di Lab Parlamento spiega anche come sia Facebook la piattaforma social più diffusa in Italia e la parola Facebook è anche la più ricercata su Google. Nonostante questo, molti ministeri hanno scelto di snobbare il social di Zuckerberg. Stessa cosa vale per Instagram: sono pochissimi i dicasteri che usano quest’altra piattaforma. Quello che è certo è che con il trend di crescita delle principali piattaforme e con la costante presenza giornaliera di sempre più utenti (aiutati anche dal mobile), il mondo politico e istituzionale dovrà tarare le proprie strategie di comunicazione sempre di più in chiave web e social.

Informazioni su Roberto Zarriello 10 Articoli
Giornalista, saggista e docente di Comunicazione digitale e Social Media all’Università Telematica “Pegaso”, dirige il Master in "Editoria e Giornalismo digitale" della Ninja Academy. Ha collaborato con le Cattedre di Organizzazione e Comunicazione degli Uffici Stampa - URP e di Pianificazione Media e Comunicazione dello Sport della Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma. Scrive di comunicazione, internet e nuove tecnologie per l'Huffington Post, coordina l'area Glocal news di Tiscali.it. Collabora dal 2003 con il gruppo Espresso, con cui ha creato il progetto Città 2.0 su Repubblica.it. È fondatore e direttore responsabile del magazine di cultura e innovazione RestoalSud.ite dirige la RestoalSud Academy. Ha pubblicato il volume Penne Digitali 2.0 - Fare informazione online nell’era dei blog e del giornalismo diffuso, edito dal Centro di Documentazione Giornalistica, e Social Media Marketing - Strumenti per i nuovi Comunicatori Digitali, edito da Franco Angeli. Ha ricevuto nel 2015 il Premio Giornalistico Nazionale “Maria Grazia Cutuli” per la categoria “web, editoria digitale”.

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