L’Italia è una penisola circondata dal mare, ma spesso lo dimentichiamo. Quando la posizione è storia e futuro

mediterraneo italiaL’Italia è una penisola circondata dal mare, ma spesso tendiamo a dimenticarlo. Siamo al centro della più grande infrastruttura strategica naturale, il Mediterraneo, attraverso la quale passa il 70% del traffico merci mondiale e non ci siamo mai posti il problema di trasformare la nostra posizione geografica in un vantaggio.

I romani avevano costruito sul Mediterraneo la loro potenza commerciale e militare. Lo chiamavano “mare nostrum” perchè lo consideravano un mare interno, quasi un lago che controllavano da un punto all’altro. Noi abbiamo disperso questo patrimonio storico e abbiamo consegnato il controllo delle rotte commerciali a paesi che non hanno neanche uno sbocco sul Mediterraneo. Siamo arrivati al limite del paradosso, se non oltre.

Negli ultimi 50 anni abbiamo investito miliardi in opere inutili, ma non abbiamo fatto nulla per recuperare quella leadership naturale sul Mediterraneo che la nostra posizione e la nostra storia ci impongono. Eppure basterebbe poco per invertire la tendenza. Basterebbe, anzitutto, prendere consapevolezza della nostra posizione. La geografia sembrava morta e sepolta e invece le recenti tensioni internazionali l’hanno riportata al centro del dibattito.

Mediterraneo in termini economici vuol dire nautica (imbarcazioni), shipping (trasporto merci), turismo (crociere e accoglienza), energia (pozzi e giacimenti offshore). Sono tutti settori in cui abbiamo dei campioni nazionali, ma li facciamo lavorare a “mezzo servizio”, molto al di sotto delle loro potenzialità perchè il paese non ha ancora compreso che sono settori trainanti che generano indotto e innovazione. Solo l’energia con l’Eni gode di un supporto strategico. Per il resto si è sempre preferito puntare su settori decotti o settori ad alto impatto lavorativo e scarsa generazione di innovazione per motivi che sono chiari a chiunque.

Mediterraneo vuol dire anche politica. Chi controlla le rotte commerciali e, quindi, il traffico merci, può far valere il suo peso politico nelle sedi internazionali (“Stati Uniti e Cina sono diventate due superpotenze grazie anche alla loro potenza marittima”, Fonte Limes). Probabilmente gestiremmo meglio anche i flussi migratori se avessimo maggior peso politico in Europa. Dobbiamo tornare ad investire nel Mediterraneo e nella logistica perchè la globalizzazione ha dimostrato che la logistica, il controllo dei canali, è un asset sempre più strategico. Non dobbiamo mai dimenticare che l’Italia è una penisola circondata dal mare che si trova al centro del Mediterraneo.

Informazioni su Luigi De Falco 16 Articoli
Imprenditore e pilota da corsa. Fondatore di Outsider News, Presidente del Gruppo H2biz (H2biz, FashionBiz, MotorSponsor, H2biz Aerospace, Giano) e coordinatore della task-force italiana per l'area di libero scambio UE-USA.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*