Il fantasma dell’helicopter money, quando il denaro piove dal cielo

E’ tornato a farsi vivo il fantasma dell’helicopter money. Fantasma perché sono decenni che se ne parla, molti giurano che sarebbe la soluzione di tutto. Ma non è vero. Finora siamo solo alle battute. Chi aveva rilanciato l’helicopter money era stato il precedente presidente della Federal Reserve americana, Ben Bernanke (giustamente soprannominato, dopo, helicopter Ben).

helicopter money

Bernanke, uno dei maggiori studiosi mondiali delle recessioni, aveva dichiarato che pur di non vedere l’America in recessione sarebbe andato personalmente a gettare dollari sulle città americane con un elicottero. Per fortuna non c’è stato bisogno di arrivare a tanto. Ma il fantasma dell’helicopter money rispunta fuori ogni volta che la crisi si fa dura. Un economista italiano, Vaciago, ha anche introdotto una variante interessante: distribuiamo soldi, ma con scadenza a tre mesi. Vanno spesi cioè entro 90 giorni.

In Europa, da tempo, c’è chi sostiene che la Bce per combattere il pericolo della recessione dovrebbe semplicemente procurarsi gli elenchi, città per città, dei cittadini meno abbienti e poi versare direttamente sui conti correnti di queste famiglie dei soldi. La questione, poiché la Bce ha appena dichiarato che si farà qualunque cosa per impedire una nuova recessione in Europa, è tornata a galla in queste ore. In realtà, prima di arrivare a tanto (dopo c’è solo la distribuzione diretta di pane e carne), la Bce ha ancora molte armi nel suo arsenale. E ha fatto capire (ai mercati) che non esisterà a usarle.

Per ora, quindi, è escluso che qualcuno possa vedere arrivare sul proprio conto corrente qualche migliaio di euro, partiti da Francoforte e con gli omaggi di Draghi. Non se ne parla proprio. E’ vero invece che la stessa Bce continua a lanciare allarmi: la situazione economica internazionale non è tranquilla, e l’Europa ha fatto poco per mettersi in condizione di farvi fronte. Ma i politici europei preferiscono discutere di tutto, meno che di quello che dovrebbero fare. E la colpa è anche un po’ di Draghi, che finora con le sue acrobazie finanziarie li ha sempre salvati. Sta diventando chiaro, ad esempio, che senza il famoso QE di Draghi (sul quale molti esperti hanno fatto pesanti ironie) l’Europa sarebbe già in recessione e vi starebbe per almeno un paio d’anni (Fonte: QN).

Giuseppe Turani
Informazioni su Giuseppe Turani 13 Articoli
Giornalista economico e Direttore di "Uomini & Business". E' stato vice direttore de L'Espresso e di Affari e Finanza, supplemento economico de La Repubblica. Dal 1990 al 1992 è editorialista del Corriere della Sera, del mensile Capital e dei settimanali L'Europeo e Il Mondo. Ha scritto 32 libri.

1 Commento

  1. Non si vuole vedere la gallina dalle uova d’oro e nel frattempo si va verso il baratro. Bisogna stampare moneta e darla a tassi 0 all’imprenditoria: mini piccola media e grande di tutti i settori in particolare quelle che lavorano con le risorse naturali del territorio i quali creeranno economia reale e produrranno anche posti di lavoro. Scenderanno i costi di produzione, scenderà il costo del prodotto al consumo, il consumatore è più sollecitato a comprare e l’economia ripartirebbe. Altri ed eventuali. Felice Rao

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