H2biz percorre la Via della Seta al contrario e realizza la prima operazione di export italiana sulla Belt Road

Componenti per la meccatronica avanzata. E’ questa la prima operazione di export effettuata da un’azienda italiana utilizzando i canali e le direttrici di traffico della Nuova Via della Seta (BRI – Belt and Road Initiative).  A realizzarla è stato il Gruppo H2biz, guidato da Luigi De Falco (editore anche di questa testata), da anni posizionato sulla cintura che collega, via terra e via mare, Oriente e Occidente.

Un’operazione di “reverse export” poiché è stata effettuata percorrendo al contrario la Belt Road, dall’Italia verso la Cina e non dalla Cina verso l’Italia, che è il percorso naturale della Via della Seta. Il Gruppo H2biz, infatti, dal 2016 ha avviato un intenso programma di investimenti sulle direttrici di traffico merci per consentire alle piccole e medie imprese iscritte al network di esportare lungo gli assi della BRI.

Non è un caso che i primi prodotti esportati siano dei componenti per la meccatronica, una vera eccellenza del Made in Italy che fanno mercato in tutto il mondo con tassi di crescita della domanda a due cifre, soprattutto in Cina.  Il carico è partito da Napoli in direzione Pechino, facendo scalo a Salonicco, dove è situata la Centrale Operativa di H2biz per la Via della Seta.

Luigi De Falco (Presidente H2biz): “Siamo orgogliosi di essere stati i primi ad utilizzare i canali e le direttrici della Nuova Via della Seta per esportare prodotti italiani, ma siamo ancora all’inizio. Il progetto Belt and Road è vasto e complesso, ci vorranno anni per completarlo e l’Italia non sta investendo nella logistica portuale, che è il vero asset strategico per portare a valore il traffico merci in entrata e in uscita . Il ruolo di H2biz è supportare le aziende italiane nelle operazioni di export. Siamo partiti dalla Meccatronica, un settore dove abbiamo delle partnership consolidate, ma vogliamo espanderci a tutta la produzione di eccellenza del Made in Italy: moda, food, aerospazio, design e macchinari industriali. Il percorso per costruire una dinamica di export strutturale sarà lungo, ma noi ci siamo preparati da tempo per affrontarlo”.

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