Dentro la cronaca nera, intervista al biologo forense Vincenzo Agostini

Il giallo oggi non imperversa solo nei vari format della fiction. Sempre più spesso sfogliando i quotidiani ci imbattiamo in casi delittuosi, al punto da domandarci se sia sempre stato così (quando non esisteva l’attuale supercapacità mediatica) oppure gli omicidi siano in aumento. In ogni caso, dietro a quanto di reale leggiamo o guardiamo in tv, fervono le attività investigative. 

Per dirimere questo dubbio abbiamo intervistato il dottor Vincenzo Agostini, biologo forense e consulente giudiziario appassionato del suo non troppo noto mestiere.

In pratica, e secondo i casi, Agostini viene contattato per una perizia scientifica dal Pubblico Ministero, oppure da un Giudice del dipartimento, come privatamente, per consulenze tecniche di parte.

Agostini ha preso parte a indagini criminali arcinote al grande pubblico, tra cui il duplice omicidio Ambrosio-Sacco “Re del grano” a Posillipo-Napoli, l’omicidio di Garlasco, l’omicidio Lidia Macchi, il duplice omicidio dei Fidanzati di Pordenone (Trifone-Costanza), il delitto nella bergamasca di Yara Gambirasio, il femminicidio di Anna Mura nel bresciano, l’aggressione/tentato omicidio Margilio-Ruggeri (titolari leccesi di case di cura), la violenza sessuale di gruppo in cui era imputato Robinho calciatore del Milan, l’omicidio di Marcella Leonardi Pacciarella ,“Il giallo di Ciampino”.  

Casi irrisolti e altri ancora aperti dopo molti anni. Perchè?

“I motivi sono tanti. Diverse volte – racconta Agostini – ho notato che vengono fatti errori durante i primi sopralluoghi. Non sempre chi arriva per primo sulla scena del crimine ha la necessaria competenza per fare attenzione a non inquinare o, involontariamente, distruggere le prove. Così, magari, la realtà non viene fuori per il mancato uso dei guanti nel toccare qua e là, mobili e/o oggetti spostati anche solo di pochi ma sostanziali centimetri per la scienza forense…”

La nostra società non è quasi mai contenta degli esiti dei processi per omicidio. L’impressione generale è che si cerchi di trovare un colpevole a tutti costi, non la verità. Lei che ne pensa?

“Dipende da mille fattori, tra cui le scoraggianti lungaggini burocratiche e non certo ultimi chi sono Giudici, PM… Comunque sì, in Italia, rispetto al resto dell’Europa, la necessità di trovare un colpevole è particolarmente forte. Forse anche per la pressione mediatica nelle delicate vicende giudiziarie”

Ci può raccontare i dettagli di una sua indagine che han portato alla verità? Per esempio, il giallo di Ciampino.

Il dottor Agostini è un po’ reticente, preferisce non sbilanciarsi perché il processo è ancora in corso.

Così ricostruisco io la storia. Il 12 luglio 2007 a Ciampino, in provincia di Roma, fu trovata cadavere una vedova settantenne nel cortile della sua abitazione. Scartata quasi subito l’ipotesi di suicidio, le indagini attestarono poi che Marcella Leonardi Pacciarella era stata maltrattata, poi trascinata al quinto piano dello stabile e da lì defenestrata. Sospetti sì, ma non era stato ben identificato il killer per errori tecnici: non c’erano certezze, prove lampanti.

L’anno scorso il GIP ha chiesto una perizia scientifica al dottor Agostini. Che ha preso quindi  in mano reperti datati dieci anni. Ha subito notato tracce organiche sull’abito della vittima, utilizzando le specifiche luci e i kit forensi. Le ha analizzate. Spiega: “ Fluidi biologici di saliva, una traccia commista tra le cellule epiteliali della donna assassinata e quelle di un indagato”

Vincenzo Agostini, classe 1984, appena sposato, ha il suo studio a Tortona (AL) ed è responsabile settore forense del laboratorio privato NGB Genetics di Bologna. Tra le altre organizza corsi di criminalistica, è docente universitario, viaggia per il mondo per lavoro. Ha scoperto che le indagini criminali sono la sua vita per caso, quando un professore universitario stava spappolando il tessuto muscolare di un cadavere per estrarne materiale biologico.

Da allora non si è più fermato, appassionato giorno e notte della sua attività. E ha 33 anni, un cavallo su cui puntare nella corsa ai talenti italiani. Non lasciamocelo sfuggire.

Marina Martorana
Informazioni su Marina Martorana 6 Articoli
Giornalista, autrice e consulente di comunicazione, Marina Martorana è stata collaboratrice fissa di La Notte, il Giorno, l’Europeo, Panorama. E, dal 1989 al 2014, del Corriere della Sera. Ha scritto una ventina di libri di saggistica. Ora vive a Brebbia (VA), è contitolare di Studio 21 - attività di info-comunicazione giornalistica - e scrive gialli ambientati tra arte, storia e natura della sponda lombarda del Lago Maggiore, per far conoscere un’area italiana stupenda e non tanto nota. Al suo primo libro “Morte sul Verbano” ( giunto alla seconda edizione) segue, con lo stesso staff di detective e articolato nella medesima zona lacustre “Intrigo Internazionale sul Verbano”. E’ intenzione dell’autrice crearne una serie. Link: http://www.marinamartorana.it

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