All black: il nero torna in passerella

nero haute coutureEra dagli anni Novanta che non si vedeva tanto nero in passerella come all’ultimo giro delle sfilate maschili. All’epoca – sono vent’anni, ma paiono secoli: internet era di là da venire e selfie era un neologismo che nemmeno il più perverso Nostradamus avrebbe potuto predire – il popolo modaiolo, convinto dagli stilisti pauperisti e minimalisti che tanto andavano per la maggiore, non conosceva praticamente altro colore.

I parterre delle sfilate parevano costantemente vestiti a lutto, e i fashionisti di rango autentico emanavano la fosca allure del plotone di adepti di un culto riservato a pochi elevati iniziati. Poi la febbre del non colore andò a scemare, fino a diluirsi del tutto, rimpiazzata da esplosioni di colori e pavoneggianti individualismi che presto raggiunsero il punto di non ritorno. Visto che nella moda tutto accade più volte, anche i delitti al buon senso per non parlare di quelli al buon gusto, adesso il nero torna protagonista. Ed è, tutto sommato, un bene: annulla sotto una coltre spessa e severa le frivolezze estreme e le ricercatezze fasulle che ultimamente avevano tolto quasi tutta la dignità che resta agli uomini, di certo non più sesso forte.

Lo stesso accadrà alle donne? C’è da scommetterci, anche perché la più convinta tra i convinti araldi del total black è Miuccia Prada, che a questo giro ha optato per una sfilata mista uomo-donna. Una collezione dura, fredda, severa, quella della signora, priva di decori e di qualsiasi segno che possa far pensare a gentilezza, mollezza, grazia. Industriale e impersonale, addirittura, con il gusto della divisa elevato all’ennesima potenza. Il tutto senza giocare assolutamente all’androginia: nel mondo Prada gli uomini portano i pantaloni e le donne le gonne, come impongono le convenzioni. È il nero e solo il nero a unificare le scelte, imponendo un salutare repulisti. E cosa vorrà dire tutto ciò? I tempi foschi e i racconti gotici non ci azzeccano molto. Il nuovo nero non è sulfureo, e nemmeno narrativo. È al contrario seriale, pragmatico. Suggerisce idee di cloni attivi e fattivi. Come dire, meno frou frou, più concretezza. Non fa una piega.

Informazioni su Albertina Marzotto 77 Articoli
Esperta di moda e giornalista di costume. Ex Product Manager del Gruppo Marzotto. Autrice del libro "L'abito fa il monaco?" edito da Mondadori.

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